le terrazze assolate,gli alberi al fresco
abbiamo ancora abbiamo
i petali sparsi sulle locandine a terra
un’estate forte e mite da non azzerare
abbiamo ancora abbiamo
guarda come la gente ha paura di stare da sola
potrebbe succederle di pensare
lei così abituata al chiuso
sicura negli schermi intermittenti
nell’ordine delle sette contemporanee
nelle parole sfatte ma comode dei manuali
si consola così fievolmente
la gente che ha il terrore di sentire
di spostare passi in terra sconosciuta
di respirare in altri scenari possibili
che vuoi farci gliel’hanno insegnato
ormai tutto sembra esploso
come stanno esplodendo i luoghi in giro
le guerre sono melma da asciugare e le loro invasioni
gli estremi mali e gli estremi beni
vorrei scriverti una lettera sulle emozioni
quelle liquide dove nuotare fianco a fianco
quelle materiche da riempirsi le tasche
e camminare a rotta di collo tanto
i ginocchi si sbucciano comunque
vorrei costruire tetto e sottosuolo
per una casa dall’arredamento mutevole
e i piani in mezzo volatili un po’ onirici
a domani presto arrivederci arrivederci
i saluti saranno l’applauso sincero
alle nostre follie estemporanee
qualche delirio telefonico noi
alle possibilità di un oltre parallelo
dove spogliarci finalmente
stare liberi stare soli stare in comunanza
(with anger)